Finanza

Il project financing ovvero come finanziare le grandi opere.

Le Grandi Infrastrutture (Strade, Autostrade, Ponti, Aeroporti, Stazioni ferroviarie, etc…) hanno da sempre rappresentato un volano per l’economia di un Paese. In Italia, tuttavia, molte Grandi Opere sono rimaste incompiute per mancanza di fondi. Come fare in questi casi? La risposta sta nel Project Financing. Che cosa sia il Project Financing e quali siano i suoi tratti distintivi, lo vedremo nell’articolo che segue.

Si sente dire spesso che per rilanciare il Paese servono investimenti nelle Grandi Opere. Molto spesso le grandi infrastrutture pubbliche vengono avviate ma non ultimate per mancanza di fondi e questo non fa che generare uno spreco di risorse. Esiste un modo per ovviare a tale problema? La risposta è senza dubbio positiva e si chiama Project Financing o, per dirla in italiano, Finanza di Progetto.

Da tempo diffuso nei paesi di Common Law, il project financing consiste in una complessa operazione economico-finanziaria rivolta ad un investimento specifico per la realizzazione di un’opera e/o la gestione di un servizio, su iniziativa di promotori (sponsors) privati o pubblici e rappresenta una delle soluzioni ideali messe a disposizione delle aziende quando le risorse pubbliche iniziano a scarseggiare. La finanza di progetto è una operazione di tecnica di finanziamento a lungo termine di un progetto in cui è previsto il coinvolgimento di soggetti privati nella realizzazione, nella gestione e nel prendersi carico dei costi di opere pubbliche o che hanno a che vedere con la pubblica utilità allo scopo di ottenere una partecipazione nelle entrate economiche future dell’opera realizzata.

Da un punto di vista operativo, il project financing si concretizza in un’operazione di finanziamento di una particolare unità economica, nella quale un finanziatore viene ripagato attraverso i flussi di cassa e gli utili che l’unità economica sarà in grado di generare.

E’ soprattutto nelle opere di pubblica utilità che il project financing in Italia ha preso piede. L’operazione ha inizio con la presentazione, da parte dei soggetti promotori, alla pubblica amministrazione, di una proposta per finanziare, eseguire e gestire una particolare opera pubblica già precedentemente approvata o che lo sarà entro tempi brevi. L’azienda che si propone percepirà in cambio gli utili che derivano da una corretta gestione dei flussi di cassa dell’opera stessa.

Da un punto di vista normativo, è solo grazie alla riforma del 2008 se oggi anche i privati possono partecipare alla realizzazione di un progetto pubblico. Attualmente la normativa non prevede una disciplina sul procedimento da seguire per effettuare le operazioni di project financing. Questo rappresenta senza dubbio uno dei tratti peculiari della finanza di progetto che infatti, viene regolato dall’autonomia privata anche se si tratta di realizzare opere pubbliche.

In ogni caso, la prima cosa da fare è creare una società di progetto, che garantisce la separazione giuridica e finanziaria del progetto dai partner che collaborano per la sua realizzazione. In questo modo i rischi vengono ripartiti in modo equo tra tutti i soci, bilanciando in modo ottimale anche i costi del trasferimento a carico dell’amministrazione pubblica.

Per attivare un progetto di finanza le fasi da seguire sono tre: progettazione, costruzione e gestione. Dopo una prima fase preliminare, il cui obiettivo è quello di individuare le opere pubbliche che possono essere realizzate con l’aiuto parziale o totale dei promotori, si passa alla fase di gara, utile per valutare i soggetti privati più idonei a finanziare il progetto. Il processo si conclude con la fase di costruzione e gestione, momento in cui si sceglie l’azienda più adatta per concedere il finanziamento. In questo modo la società di progetto diventa a tutti gli effetti concessionaria, subentrando nel rapporto di concessione.

Riassumendo, gli elementi che, da un punto di vista economico, caratterizzano le operazioni di project financing sono i seguenti:

  1. a) la finanziabilità del progetto, intesa come la sua attitudine a produrre nel suo ciclo vitale un flusso di cassa (cash flow) sufficiente a coprire i costi operativi, remunerare i finanziatori e assicurare un congruo margine di profitto al promotore dell’operazione[1];
  2. b) la concentrazione del finanziamento in un autonomo centro di riferimento giuridico e finanziario (Special Purpose Vehicle: spesso una società di progetto), cui vengono affidati i mezzi finanziari e la realizzazione del progetto, con conseguente separazione (ring fence) giuridica e finanziaria del progetto dagli sponsors, che si traduce in una collocazione fuori bilancio (off-balance sheet financing) del project financing rispetto alle altre attività dei promotori o degli azionisti dell’eventuale società di progetto;
  3. c) la costituzione a favore dei finanziatori esterni dell’iniziativa di “garanzie indirette”, basate su una vasta gamma di accordi tra le parti interessate al progetto fondati a loro volta sugli studi di fattibilità del progetto, sul piano economico-finanziario, con i relativi flussi di realizzo e sulle analisi del rischio, con la conseguenza che la possibilità di rivalsa dei finanziatori e degli altri creditori (appaltatori dei lavori, delle forniture, ecc.) nei confronti degli sponsors rimane limitata al valore delle attività finanziate.

L’applicazione del Project Financing in Italia, tuttavia, trova una scarsa applicazione per effetto di una quasi totale assunzione del rischio in capo al soggetto promotore (a differenza di quanto avviene nei paesi anglosassoni in cui è prevista una ripartizione equa del rischio tra il soggetto promotore e le banche). Questo è il principale motivo per cui le aziende italiane sono molto scoraggiate dall’utilizzare questa forma di finanziamento.

BIBLIOGRAFIA:

http://blog.bvolution.it/consulenza-aziendale/project-financing-come-funziona-cosa-tratta

https://www.simone.it/appaltipubblici/projectfin/finanza_progetto.htm

[1] Si suole dire che il progetto deve essere self-liquidating

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