Controllo di Gestione

La Break Even Analysis una visione critica

Oggetto di analisi quantitativa assai frequente è la ricerca del punto di pareggio, relativamente al valore di produzione e di vendita globale, per singole linee o gamme di prodotti, segmenti di mercato, combinazioni prodotto/mercato. Tale analisi prende il nome di Break-Even-Analysis e rappresenta una tecnica che permette di individuare il livello di produzione in corrispondenza del quale costi e ricavi si eguagliano ipotizzando che non si producano rimanenze. Il presente articolo si pone l’obiettivo di evidenziare vantaggi e limiti dello strumento dandone una visione critica.

LIMITI:

1-I COSTI E RICAVI SONO RAPPRESENTATI DA FUNZIONI AD ANDAMENTO LINEARE: Nella realtà, tuttavia, le configurazioni di costi e ricavi non sempre assumono andamenti lineari, pertanto si tratta di una visione semplificata.

2- POSSIBILITA’ DI DISTINGUERE TUTTI I COSTI NELLA PARTE FISSA E VARIABILE: Tale ipotesi non tiene conto dei c.d. costi semi-variabili ossia quei costi che sono in parte fissi e in parte variabili. Il modello, infatti, non prevede la presenza di tali costi ma parte dal presupposto che tutti i costi aziendali sono fissi o variabili.

3- PREZZO DI VENDITA UNITARIO COSTANTE: Si tratta di un’ipotesi semplificatrice, dal momento che nella prassi i prezzi di vendita possono subire delle oscillazioni (in aumento o in diminuzione).

4- PREZZO DI ACQUISTO COSTANTE: Ipotizzare che il prezzo di acquisto dei fattori produttivi sia costante non corrisponde alla realtà: nella prassi, infatti, anche i costi di acquisto sono soggetti ad oscillazioni.

5- LIVELLO DI EFFICIENZA E PRODUTTIVITA’COSTANTE: Nella vita di un’impresa pensare che il livello di efficienza e produttività sia costante non è possibile in quanto gli impianti non hanno tutti lo stesso livello di saturazione. Vi sono impianti che vengono sfruttati al massimo e altri meno e pertanto il livello di efficienza non è costante così come non lo è, d’altro canto, la produttività.

6- MIX DI VENDITA COSTANTE: Per quanto riguarda il mix di vendita non è sempre costante: i volumi di vendita dei prodotti variano in funzione della richiesta da parte dei consumatori finali, pertanto, ci potrebbero essere periodi dell’anno in cui, dato un mix di prodotti, le quantità vendute per prodotto potrebbero essere diverse: per esempio se consideriamo un prodotto A e un prodotto B e ipotizziamo che durante il primo periodo dell’anno vengano vendute 1.000.000 di unità di prodotto A e 500.000 di prodotto B, non è detto che nella seconda parte dell’anno l’azienda mantenga costanti i volumi di vendita le unità di prodotto A e quelle di prodotto B potrebbero variare (passando da 1.000.000 a 1.500.000 per il prodotto A e da 500.000 a 900.000 per il prodotto B).

VANTAGGI:

1- E’ UTILIZZATA SPESSO PER LE ANALISI DI SENSITIVITA’: L’analisi di sensitività consiste nel partire da un’ipotesi di base, rappresentata graficamente, e nell’osservare come dall’ipotesi di base si modificano i costi variabili unitari e fissi e i prezzi-ricavi (Fig.1)

Fig. 1 Rappresentazione grafica del punto di Pareggio. Il punto di pareggio è dato dall’intersezione delle due rette (Ricavi Totali e Costi Totali)

Punto_di_Pareggio_BEP

2- LA METODOLOGIA DI CALCOLO PUO’ ESSERE APPLICATA TANTO A LIVELLO DI AZIENDA QUANTO A LIVELLO DI COMBINAZIONE PARZIALE: Il punto di pareggio si può calcolare a livello globale, per l’impresa considerata nel suo complesso, oppure particolare, in quanto riguardante una combinazione parziale. Nel secondo caso il risultato, dato dalla differenza tra ricavi e costi al volume prestabilito, rappresenta quanto, in termini di contributo, ciascuna combinazione, ha partecipato alla copertura dei costi generali dell’impresa. Le modifiche parziali implicano una variazione nel mix e da ciò si potrà comprendere come tale variazione incida sull’equilibrio globale.

3- E’ UNO STRUMENTO CHE PUO’ ESSERE UTILIZZATO SICURAMENTE PER FINI INTERPRETATIVI: La Break-Even-Analysis può tranquillamente fornire supporto a decisioni di breve periodo che non comportino modifiche strutturali, ma può essere utilizzato anche per esprimere giudizi su diversi orientamenti nelle strategie che implichino di agire sui volumi totali e/o parziali.

BIBLIOGRAFIA

Bergamin M. (1991), Programmazione e Controllo in un’ottica strategica, UTET, Torino.

Horngren C.T. (1977), Cost Accounting: a Managerial Emphasis, Prentice-Hall Englewood Cliffs

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